Cos’è il metabolismo basale (a riposo)? Cosa significa?

Il metabolismo basale (BMR) corrisponde alla quantità minima di energia che serve all’organismo per permettere i processi biologici indispensabili alla vita, ad esempio la circolazione del sangue e la respirazione.

Per definizione, è l’energia che viene spesa da un soggetto che è in condizioni di assoluto riposo (fisico e mentale), a digiuno da 12 ore e in uno stato di neutralità termica, ovvero di condizioni ambientali (temperatura, umidità) che non innescano i processi di termoregolazione corporea: il soggetto deve essere nel maggior stato di quiete possibile.

Se una delle condizioni di misurazione non viene considerata c’è un’alterazione del calcolo del metabolismo basale: non si parla più di BMR ma di RMR (Resting Metabolic Rate) cioè di tasso metabolico a riposo. BMR e RMR sono molto simili in termini numerici in quanto differiscono solitamente per meno del 10%. Inoltre, il tasso metabolico a riposo è più frequentemente misurato per praticità.

A cosa serve il metabolismo basale? Come si misura?

metabolismo basale a riposo calcolo

Ogni giorno consumi un certo quantitativo di energia, a causa di più componenti che incidono su questa spesa: il metabolismo basale è quella che pesa di più (60-70%) sul fabbisogno totale giornaliero. Perciò, il BMR serve a conoscere il proprio metabolismo, quanto consumi nella giornata e, di conseguenza, sapere quanto mangiare per perdere, mantenere, prendere peso. Più sei sedentario e poco attivo più l’energia totale spesa nella giornata è vicina al valore del metabolismo basale.

Il BMR può essere calcolato tramite:

  • calorimetria diretta: misura il calore sprigionato da un soggetto
  • calorimetria indiretta: misura la quantità di ossigeno utilizzata
  • equazioni di stima, come quella di Harris-Benedict che trovi successivamente.

Il metodo diretto si basa sul principio che tutti i processi metabolici sviluppano calore e prevede che il soggetto soggiorni in una camera metabolica per almeno 24 ore: è un metodo preciso e accurato ma che non è applicabile a livello ambulatoriale in quanto costoso e complesso.

Il fondamento della calorimetria indiretta, invece, è che l’organismo ricava energia tramite ossidazione dei substrati energetici contenuti negli alimenti: viene consumato ossigeno e prodotta anidride carbonica. Questa a sua volta può essere:

  • a circuito aperto: misura il quoziente respiratorio, dato dal rapporto tra anidride carbonica prodotta e ossigeno consumato;
  • a circuito chiuso: misura solo l’ossigeno e calcola le kcal/die sapendo che 1 litro di ossigeno = 4.82 kcal. Questo metodo è più facilmente utilizzabile rispetto a quello